Dopo un lungo periodo di consultazioni pubbliche, il Governo di Hong Kong ha deliberato a favore di una prossima adesione del Paese al Sistema di Madrid relativo alla registrazione dei Marchi Internazionali: si prevede che ciò possa avvenire tra il 2019 e il 2020.
Sembra però che il progetto incontri ancora ostacoli derivanti dai rapporti politico-istituzionali tra il Paese e la Cina.
Come è noto, terminato nel 1997 il governato britannico, la Cina ha ripreso il controllo di Hong Kong, che è a tutti gli effetti una regione amministrativa speciale della Cina.
D'altra parte, in base al principio "un Paese, due sistemi", Hong Kong possiede un sistema politico diverso dalla Cina continentale e gode di un alto grado di autonomia giuridica (secondo il modello britannico di Common Law) che ad oggi interessa anche il settore della proprietà industriale e intellettuale.
Il punto focale relativo al possibile ingresso di Hong Kong nel Sistema di Madrid riguarda il concetto -basilare- del “Paese di origine”: un marchio può essere infatti esteso come Internazionale sulla base di un deposito nazionale effettuato in uno dei paesi membri della Convenzione.
Data la condizione politico-amministrativa di Hong Kong, infatti, sembra che il titolare di un marchio di base in questo Paese non potrebbe rivendicare la Cina tra quelli oggetto dell'estensione (e viceversa) e per ottenere protezione anche in questo Paese dovrebbe seguire la via del deposito nazionale, mentre entrambi i Paesi potrebbero essere rivendicati dal titolare di un marchio nazionale in uno degli Stati membri della Convenzione diverso da Hong Kong e Cina.
