I brevetti “green”: innovazione tecnologica per un futuro sostenibile

I brevetti “green”: innovazione tecnologica per un futuro sostenibile

Autore: Vimana GRIONI

L’innovazione tecnologica guidata dai brevetti green sta emergendo come una forza trainante per un futuro più sostenibile. La consacrazione a tema cruciale è avvenuta nel 2020, quando l’organizzazione WIPO (World Intellectual Property Organization) ha scelto il tema "Innovate for a green future" come fulcro del “World Intellectual Property Day”, sottolineando l'importanza cruciale di tecnologie rivoluzionarie e di de-carbonizzazione per affrontare il cambiamento climatico e soddisfare la crescente domanda di energia e risorse naturali su scala mondiale.

Cosa sono i brevetti green

I brevetti green, detti anche eco-brevetti, proteggono quelle invenzioni che hanno un impatto positivo sull'ambiente e sulla sostenibilità. Possono riguardare innovazioni in diversi ambiti, tra cui:

- Efficienza energetica
- Fonti rinnovabili
- Mobilità sostenibile
- Gestione rifiuti e acque reflue
- Assorbimento della CO2
- Agricoltura e allevamento eco-compatibile

La caratteristica distintiva dei brevetti green è la finalità che perseguono nell’offrire un beneficio ambientale attraverso la loro applicazione ed il loro sfruttamento economico.
La rilevanza di tali brevetti è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, come dimostrano l'introduzione di iniziative globali e locali per promuovere lo sviluppo sostenibile delle attività umane.

Il valore di un brevetto green va oltre la semplice protezione da copie o imitazioni poiché aumenta la credibilità di un'azienda, evidenziando le sue competenze e capacità, rafforzando la sua immagine di fronte a fornitori, clienti e stakeholder. Non meno importante, i tangibili sforzi di un’azienda rivolti alle tematiche ambientali possono avere un enorme impatto sulle persone in generale poiché queste riconosceranno l’impegno e valuteranno positivamente l’azienda e i suoi prodotti rispetto alla concorrenza.

Addentrandoci in aspetti più tecnici, i brevetti green fanno riferimento alle così dette “Climate Change Mitigation Technologies” (CCMTs) e alle “Environmentally Sound Technologies” (ESTs).

Le Climate Change Mitigation Technologies” (CCMTs) rappresentano un insieme di strumenti, metodi e innovazioni tecnologiche volte a ridurre l'impatto antropogenico sul clima. Queste tecnologie sono essenziali per contrastare il riscaldamento globale e raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi: un trattato internazionale sul cambiamento climatico, adottato nel 2015 nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.

Le CCMTs rispondono a queste tipologie:

  • Energie rinnovabili.
    Questa categoria include la produzione di energia da fonti rinnovabili come il solare, l'eolico, l'idroelettrico e la biomassa. L'uso di queste fonti riduce la dipendenza dai combustibili fossili, diminuendo così le emissioni di gas serra.

  • Efficienza energetica.
    Lo scopo è migliorare l'efficienza energetica in settori come l'edilizia, l'industria e i trasporti contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni. Ciò include l'isolamento degli edifici, l'uso di veicoli a basso consumo e la promozione di processi industriali efficienti.

  • Cattura e sequestro del carbonio.
    Queste tecnologie implicano la cattura dell'anidride carbonica prodotta da grandi impianti industriali e il suo successivo immagazzinamento sottoterra o il suo utilizzo in altri processi, riducendo l'impatto globale delle emissioni di CO2.


Invece le “Environmentally Sound Technologies” (ESTs) sono un insieme di tecniche e tecnologie in grado di ridurre i danni ambientali attraverso processi e materiali che generano meno sostanze potenzialmente dannose; che recuperano tali sostanze dalle emissioni prima del loro scarico; che utilizzano e riciclano i residui di produzione.


Alcune tipologie di ESTs sono:

  • Tecnologie per il trattamento dell'acqua.
    Queste includono sistemi avanzati di depurazione e riciclaggio delle acque reflue che aiutano a ridurre l'inquinamento idrico e promuovono l'uso sostenibile dell'acqua.

  • Gestione sostenibile dei rifiuti.
    Le tecnologie in questo settore si concentrano sulla riduzione, sul riutilizzo e sul riciclaggio dei rifiuti. Ciò include l'adozione di metodi di compostaggio e la conversione dei rifiuti in energia.

  • Agricoltura sostenibile.
    Questo ambito include tecniche come l'agricoltura biologica, l'irrigazione a goccia e l'uso di fertilizzanti organici che riducono l'impatto ambientale dell'agricoltura.

 

Differenze tra brevetti green e tradizionali

Rispetto ai classici brevetti, i “green” hanno la peculiarità di perseguire primariamente benefici ambientali e l’elemento di sostenibilità deve essere centrale e motivante, non un semplice effetto secondario.
E però bene specificare che un brevetto “green” è a tutti gli effetti un tradizionale brevetto e deve rispondere ai medesimi requisiti per la sua domanda di deposito e sottostare alle consuete regole di gestione del titolo e di sfruttamento dell’invenzione.

Dunque dobbiamo sfatare le false voci che vogliono far apparire i brevetti green appartenenti ad una specifica categoria, quasi a voler indicare che esista un “titolo speciale” in fase di registrazione. Chiaramente così non è, mentre è vero che esistono specifiche classificazioni nate per individuare facilmente un eco-brevetto all’interno dei principali database mondiali.

Di seguito uno sguardo ai sistemi di classificazione dei brevetti green.

 

Schema di classificazione Y02

Dal 1° gennaio 2013, l'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) e l'Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO) hanno attuato congiuntamente la Classificazione Brevettuale Cooperativa (CPC), in sostituzione delle rispettive classificazioni dei brevetti (ECLA e USPC) e degli altri codici utilizzati negli algoritmi di ricerca, per poter introdurre lo Schema di Codifica Y02 relativo alle tecnologie di mitigazione del cambiamento climatico (CCMTs).
Lo schema Y02 è stato implementato a scopo di ricerca e identificazione delle varie categorie di brevetti green, all’interno di appositi database di consultazione. Tale schema è strutturato in diverse sottosezioni, ciascuna dedicata ad un argomento specifico nell’ambito delle strategie di mitigazione del cambiamento climatico.

Nello specifico sono state create le seguenti categorie:

  • Y02A: Adattamento al cambiamento climatico
  • Y02B: Edilizia
  • Y02C: Cattura e stoccaggio dei gas serra
  • Y02D: Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) per la riduzione del proprio consumo energetico
  • Y02E: Produzione, distribuzione e trasporto dell'energia
  • Y02P: Industria e agricoltura
  • Y02T: Trasporti
  • Y02W: Gestione dei rifiuti e delle acque reflue
  • Y04S: Smart grids (reti intelligenti)


La classificazione Y02 è fondamentale per facilitare la ricerca e l'analisi di brevetti legati alle CCMTs poiché fornisce una mappatura chiara delle innovazioni in questo settore, consentendo agli inventori, alle aziende e ai policy maker di identificare rapidamente le tecnologie pertinenti e le tendenze emergenti nel campo della sostenibilità ambientale.
L'ultimo aggiornamento delle diverse sottocategorie di Y02 è stato effettuato a dicembre 2021 e vi è una continua supervisione affinché lo schema rimanga aggiornato e rifletta le più recenti innovazioni nel settore.

 

Il Green Inventory of International Patent Classification (IPC)

Per quanto riguarda le ricerche relative alle “Environmentally Sound Technologies” (ESTs), è possibile affidarsi all’ “IPC Green Inventory”, avviato nel 2010 dalla WIPO (World Intellectual Property Organization). Questo strumento online è collegato al sistema di Classificazione Internazionale dei Brevetti (IPC) e facilita la ricerca di informazioni sui brevetti relativi alle ESTs. L'inventario IPC Green è basato su una lista di termini tecnologici elencati dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) ed è collegato al servizio PATENTSCOPE della WIPO per cercare automaticamente e mostrare tutte le domande internazionali "verdi" in base al Trattato di Cooperazione in materia di Brevetti (PCT).

Nello specifico, la classificazione IPC Green Inventory raccoglie le seguenti macrocategorie:

•   Produzione di energia alternativa
•   Trasporti
•   Conservazione dell’energia
•   Gestione dei rifiuti
•   Agricoltura/selvicoltura
•   Aspetti amministrativi, normativi o di progettazione
•   Generazione di energia nucleare

 

Trend e distribuzione geografica dei brevetti green

Dopo aver analizzato la natura dei brevetti green e averli confrontati con i brevetti “tradizionali”, è interessante valutare la loro crescita e distribuzione geografica.

Secondo un'analisi condotta dalla WIPO (World Intellectual Property Organization), la crescita dei brevetti relativi alle tecnologie dell'energia verde è stata notevole ed esplosiva fino al 2013, seguita da una fase di decelerazione. In particolare, si è notato un calo nei brevetti legati alla generazione di energia nucleare e alla produzione di energia alternativa, come l'energia solare ed eolica.
La WIPO ha tentato di analizzare le ragioni del rallentamento, ma non è riuscita ad individuare dei fattori chiari. Questa flessione potrebbe essere il segnale dell'esistenza di ostacoli alla diffusione delle innovazioni nel campo energetico, ma anche la presenza di un numero inferiore di sussidi ed opportunità, probabilmente, concorre al calo segnalando una certa maturità delle tecnologie di base dopo una prima ondata di innovazioni.
Nonostante ciò, i brevetti green rimangono un elemento cruciale per l'innovazione sostenibile e possiamo indubbiamente individuare una tendenza di ricerca e sviluppo costante in questo ambito.

La geografia mondiale dei brevetti green è altamente concentrata in nazioni quali Giappone, Stati Uniti, Germania e Cina: qui troviamo oltre il 60% delle famiglie di brevetti e delle domande internazionali PCT relative a queste tecnologie, in particolare la Cina ha mostrato una crescita notevole diventando leader mondiale nel brevettare tecnologie di mobilità sostenibile.

In Italia invece, i brevetti green rappresentano il 9,6% del totale nazionale (periodo 2009-2018), con un focus particolare su energie rinnovabili, efficienza energetica e gestione rifiuti. Questo indica un panorama innovativo italiano vivace, che si concentra su tecnologie come pannelli solari, isolamento degli edifici, biocarburanti e mobilità ibrida ed elettrica.

Un recente studio sui brevetti del periodo 2015-2020, condotto dall'Osservatorio IP Cube della LIUC Business School utilizzando l'Innovation Patent Index (un indicatore che valuta la performance innovativa considerando aspetti come efficienza, tempo, internazionalizzazione, qualità e diversificazione), ha messo in luce come l'industria lombarda emerga per la sua qualità e internazionalizzazione nelle innovazioni verdi.
Da non dimenticare le altre regioni virtuose: Basilicata, Toscana, Campania, Umbria e Trentino-Alto Adige.
Questo studio ha posto l’accento sull'importanza di valutare i brevetti green non solo in termini quantitativi, ma soprattutto per il loro valore potenziale e la loro qualità, offrendo una prospettiva più completa sull'innovazione sostenibile in Italia.

Per quanto concerne i settori traino dei brevetti verdi italiani, l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti (UIBM) indica: la gestione dei rifiuti, il risparmio energetico e la produzione di energie alternative. In questi settori sono concentrati più della metà dei brevetti green italiani.

Politiche e investimenti in ambito green

Per quanto riguarda il futuro, l'Unione Europea si è posta obiettivi ambiziosi per l’anno 2030 e per l’anno 2050 che includono la riduzione delle emissioni, lo sviluppo delle rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica. Tali obiettivi richiederanno ingenti investimenti e innovazioni.

Dal 2010, in Europa, sono state varate numerose misure politiche green, soprattutto in campo energetico e nei trasporti, che hanno stimolato anche il deposito di brevetti in questi settori.
È stato posto un obiettivo ambizioso: il noto “Green Deal europeo” allo scopo di diventare il primo continente a impatto climatico zero.
Per perseguire questa finalità, il Green Deal punta anche sulla leva finanziaria e su piattaforme come la “WIPO GREEN” per accelerare il trasferimento di tecnologie verdi tra imprese e centri R&D.

Nonostante i recenti rallentamenti, le sfide ambientali impongono di moltiplicare gli sforzi di ricerca e innovazione nelle tecnologie verdi. Nel futuro serviranno indubbiamente robusti ed innovativi eco-brevetti per guidare l’indispensabile transizione ecologica dell’economia globale. Istituzioni, imprese e finanza dovranno fare sistema per dare impulso al potenziale ancora inespresso dell’innovazione green made in Italy.

Promuovere l’innovazione sostenibile: l'iniziativa “WIPO GREEN”

WIPO GREEN rappresenta un'iniziativa pionieristica dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), lanciata nel 2013, volta a promuovere e facilitare la diffusione di tecnologie sostenibili. Questa piattaforma innovativa funge da punto di incontro per chi offre e chi cerca tecnologie ecocompatibili, creando un ambiente favorevole per lo scambio e la collaborazione. L'obiettivo principale di WIPO GREEN è quello di accelerare lo sviluppo e l'adozione di soluzioni sostenibili per rispondere a sfide ambientali globali, come i cambiamenti climatici e la sostenibilità agricola.

La piattaforma WIPO GREEN si distingue per la sua banca dati, che include un elenco di tecnologie sostenibili esistenti, e per il suo network che coinvolge una vasta gamma di cerchie interessate, tra cui aziende, istituzioni accademiche e organizzazioni governative. Questa rete globale mira a incentivare l'uso di tecnologie già protette da brevetti e lo sviluppo d’innovazioni nel campo della sostenibilità.

Un esempio concreto dell'impatto di WIPO GREEN si può osservare nei suoi progetti d’incentivazione in vari settori e regioni, tra cui l'introduzione di tecnologie ecocompatibili nel settore agricolo di diversi Paesi sudamericani. Esempi concreti provengono dalla produzione vinicola sostenibile in Cile; dalle pratiche innovative di rotazione delle colture e ripristino di suoli carbonatici in Argentina; dai metodi di agricoltura rispettosi del suolo in Brasile.
Queste iniziative dimostrano l'impegno di WIPO GREEN nel promuovere tecnologie che non solo rispettino l'ambiente, ma supportino anche lo sviluppo economico locale.

WIPO GREEN collabora attivamente con uffici della proprietà intellettuale e altri partner locali per identificare le migliori soluzioni tecnologiche adatte a ciascuna situazione specifica. Questo approccio assicura che le tecnologie sostenibili siano non solo efficaci, ma anche pertinenti e accessibili alle comunità che ne hanno più bisogno.

In sintesi, WIPO GREEN si posiziona come un catalizzatore chiave nel panorama globale dell'innovazione verde, sottolineando il potenziale delle tecnologie sostenibili nel rispondere alle sfide ambientali del nostro tempo e nel promuovere uno sviluppo economico equilibrato e rispettoso dell'ambiente.

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